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Ma come agiscono esattamente queste fonti di energia e in quali casi sono indicate? In questo articolo esploreremo i diversi tipi di laser (come il Greenlight, l’Holmio e il Tullio) e le loro applicazioni principali.
Come funziona il laser in urologia?
Il principio alla base è l’emissione di un fascio di luce concentrata ad alta energia. A seconda della lunghezza d’onda utilizzata, il laser può tagliare, vaporizzare o frammentare i tessuti con estrema precisione.
In urologia, le tecnologie più diffuse sono tre:
- Laser a luce verde (Greenlight): Sfrutta un raggio verde che viene assorbito selettivamente dall’emoglobina, permettendo di vaporizzare il tessuto prostatico e coagulare immediatamente i vasi sanguigni.
- Laser ad Holmio (HoLEP): È un laser “pulsato” molto versatile. Viene usato sia per l’enucleazione della prostata (tagliando il tessuto come un bisturi preciso) sia per polverizzare i calcoli.
- Laser al Tullio (ThuLEP): Simile all’Holmio ma a emissione continua, offre un taglio chirurgico estremamente netto con un danno termico minimo ai tessuti circostanti.
Quando si usa: le due applicazioni principali
L’impiego del laser in urologia riguarda principalmente due grandi aree: l’ipertrofia prostatica benigna e la calcolosi urinaria.
1. Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB)
Quando la prostata si ingrossa e ostacola la minzione, il laser è spesso la soluzione migliore.
- Vaporizzazione (Greenlight): Ideale per chi assume anticoagulanti, poiché “brucia” il tessuto trasformandolo in vapore ed evita sanguinamenti.
- Enucleazione (HoLEP e ThuLEP): Queste tecniche permettono di staccare l’adenoma prostatico intero (come si toglie il nocciolo da un frutto) e spingerlo in vescica per poi rimuoverlo. Sono indicate anche per prostate molto voluminose e consentono l’esame istologico del tessuto.
2. Calcoli renali e ureterali
Per i calcoli, il laser ad Holmio è lo strumento più efficace. Attraverso un sottile endoscopio che risale le vie urinarie, la fibra laser colpisce il “sasso” e lo disintegra in polvere finissima (tecnica dusting) o in piccoli frammenti facilmente espellibili. Questo approccio evita incisioni chirurgiche e risolve il problema in modo definitivo.
I vantaggi per il paziente
Scegliere un intervento con il laser in urologia comporta benefici tangibili rispetto alla chirurgia “a cielo aperto” o alla resezione classica (TURP):
- Minore sanguinamento: L’azione emostatica del laser riduce drasticamente le perdite ematiche.
- Degenza ridotta: Spesso il paziente torna a casa entro 24-48 ore dall’intervento.
- Rimozione rapida del catetere: I tempi di cateterizzazione sono molto brevi, riducendo il disagio post-operatorio.
- Sicurezza: È possibile operare anche pazienti cardiopatici o che non possono sospendere terapie anticoagulanti.
Conclusioni
L’introduzione del laser in urologia ha segnato un punto di svolta, rendendo routinari interventi che un tempo erano complessi. Se soffri di disturbi alla prostata o calcoli, parlane con il tuo urologo: valutare la tecnica laser più adatta al tuo caso potrebbe garantirti una guarigione più veloce e serena.




