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Cause e sintomi della malattia di Peyronie
La causa più frequente è un microtrauma ripetuto al pene durante i rapporti sessuali. Questo può provocare un’infiammazione che non si risolve correttamente e che porta alla formazione di fibrosi.
I sintomi principali sono:
- Curvatura anomala del pene durante l’erezione (verso l’alto, il basso o lateralmente)
- Dolore durante l’erezione (soprattutto nelle fasi iniziali)
- Presenza di noduli o indurimenti palpabili sotto la pelle
- Difficoltà nei rapporti sessuali a causa della curvatura o della rigidità
Diagnosi
La diagnosi viene effettuata tramite:
- Visita andrologica con palpazione del pene
- Ecografia peniena, preferibilmente dinamica, per valutare la placca e il grado di curvatura
- Valutazione della funzione erettile e dell’impatto sulla qualità della vita
Fasi della malattia
La malattia evolve tipicamente in due fasi:
- Fase attiva (infiammatoria): presenza di dolore e progressione della curvatura
- Fase stabile (fibrotica): il dolore tende a scomparire, ma la curvatura si stabilizza
Come si cura oggi la malattia di Peyronie
1. Terapie conservative
Nelle fasi iniziali (entro i primi 12 mesi), si possono adottare trattamenti farmacologici e fisici per rallentare l’evoluzione:
- Collagenasi di Clostridium histolyticum (CCH): farmaco iniettato direttamente nella placca che aiuta a dissolverla. È approvato in Europa e USA ed è efficace nei casi selezionati.
- Onde d’urto a bassa intensità (LI-ESWT): utilizzate per ridurre il dolore e stimolare il rimodellamento tissutale.
- Farmaci orali: vitamina E, pentossifillina, tamoxifene (con efficacia limitata e controversa)
- Trattamenti topici: poco efficaci scientificamente
- Dispositivi di trazione peniena: utili per contrastare la retrazione del pene e migliorare la curvatura
2. Terapia chirurgica
Indicata nei pazienti con curvatura stabile da almeno 12 mesi e disfunzione sessuale significativa.
- Tecnica di Nesbit: accorciamento del lato opposto alla curvatura, adatta per curvature lievi-moderate.
- Incisione della placca e innesto: usata per curvature gravi o con perdita di lunghezza peniena.
- Protesi peniena: nei casi con disfunzione erettile grave non responsiva ai farmaci.
Quali risultati aspettarsi?
Con i trattamenti conservativi è possibile ottenere:
- Riduzione del dolore (soprattutto con onde d’urto)
- Modesto miglioramento della curvatura (10–30%)
- Stabilizzazione della malattia
Con l’intervento chirurgico:
- Correzione completa o quasi della curvatura
- Possibile lieve riduzione della lunghezza
- Ripresa dell’attività sessuale in 4–6 settimane
Conclusioni
La malattia di Peyronie è una condizione benigna ma spesso invalidante per la vita sessuale e relazionale dell’uomo. Oggi sono disponibili opzioni terapeutiche efficaci e personalizzabili, dalle onde d’urto alla chirurgia ricostruttiva.
Un consulto specialistico precoce è fondamentale per valutare il grado della patologia e scegliere il percorso più adeguato.




