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Pur essendo spesso asintomatico, in alcuni casi può influenzare la qualità del liquido seminale e ridurre la fertilità maschile.
Riconoscerlo e trattarlo in modo corretto è essenziale, soprattutto nei pazienti che desiderano diventare padri o presentano alterazioni dello spermiogramma.
Cos’è il varicocele
Il varicocele è una varicosità del plesso pampiniforme, una rete di vene situata all’interno dello scroto che ha la funzione di mantenere il testicolo a una temperatura leggermente inferiore rispetto al resto del corpo — condizione indispensabile per una corretta produzione di spermatozoi.
Quando le valvole venose non funzionano correttamente, il sangue refluisce e ristagna nel testicolo, provocando un aumento di temperatura e un accumulo di metaboliti tossici.
Nel tempo, questo può danneggiare le cellule deputate alla spermatogenesi.
Tipi di varicocele
- Varicocele sinistro: è il più frequente (oltre il 90% dei casi) per ragioni anatomiche.
- Varicocele destro o bilaterale: più rari, spesso richiedono una valutazione approfondita per escludere cause secondarie.
Classificazione clinica
Il varicocele si classifica in tre gradi:
- I grado: palpabile solo durante la manovra di Valsalva.
- II grado: palpabile a riposo ma non visibile.
- III grado: evidente anche visivamente con dilatazioni marcate.
Sintomi e diagnosi
Nella maggior parte dei casi il varicocele non provoca sintomi evidenti e viene scoperto casualmente durante una visita andrologica o infertilità di coppia.
Quando sintomatico, può dare:
- sensazione di peso o fastidio testicolare;
- dolore sordo dopo sforzi o stazione eretta prolungata;
- asimmetria scrotale o vene dilatate palpabili.
Diagnosi
La diagnosi si basa su:
- Visita andrologica con esplorazione palpatoria.
- Ecocolordoppler scrotale, che consente di valutare il grado di reflusso venoso e la presenza di alterazioni anatomiche.
- Spermiogramma, utile per determinare eventuali effetti sulla qualità del liquido seminale.
Come il varicocele influisce sulla fertilità
Il legame tra varicocele e infertilità maschile è ben documentato.
Il ristagno di sangue e l’aumento della temperatura testicolare alterano la spermatogenesi, con effetti diretti su:
- Numero degli spermatozoi (oligospermia);
- Motilità spermatica (astenozoospermia);
- Morfologia (teratozoospermia);
- Integrità del DNA spermatico, che può ridurre le possibilità di concepimento naturale o anche di successo nelle tecniche di fecondazione assistita.
In alcuni uomini il varicocele può portare anche a riduzione del volume testicolare, segno di un danno funzionale più avanzato.
Quando operare il varicocele
Non tutti i varicoceli devono essere operati.
La chirurgia è indicata solo quando:
- è presente infertilità maschile con alterazioni documentate dello spermiogramma;
- il paziente avverte dolore o fastidio cronico;
- si riscontra una riduzione del volume testicolare nel giovane adulto;
- il varicocele è bilaterale o di grado elevato e può compromettere la funzione testicolare nel tempo.
Età e tempistica dell’intervento
Nei giovani, la diagnosi precoce è importante perché l’intervento può prevenire danni irreversibili alla fertilità.
Negli adulti, la decisione deve essere individualizzata e basata su parametri seminali e sintomi.
Tecniche chirurgiche per la correzione del varicocele
L’obiettivo dell’intervento è interrompere il reflusso venoso patologico, preservando le arterie e i vasi linfatici.
Le tecniche più utilizzate oggi sono:
- Varicocelectomia microchirurgica subinguinale
- Eseguita con microscopio operatorio; è la tecnica con i migliori risultati in termini di recidive e complicanze.
- Varicocelectomia laparoscopica
- Indicata in casi bilaterali; permette di trattare entrambi i lati con piccole incisioni addominali.
- Scleroterapia o embolizzazione retrograda
- Procedura mininvasiva eseguita da radiologo interventista; viene iniettato un agente sclerosante per chiudere le vene difettose.
Il recupero post-operatorio è generalmente rapido, con ripresa delle normali attività in pochi giorni.
Dopo l’intervento: aspettative e risultati
La fertilità può migliorare in modo significativo nei mesi successivi alla correzione chirurgica, soprattutto nei pazienti giovani e con parametri seminali compromessi solo in parte.
I miglioramenti si osservano in media dopo 3–6 mesi, in parallelo al ciclo di maturazione spermatica.
Gli studi clinici mostrano che la correzione del varicocele può:
- aumentare il numero e la motilità degli spermatozoi;
- migliorare i tassi di concepimento naturale;
- ridurre la necessità di tecniche di procreazione assistita invasive.
Tuttavia, nei casi più gravi o di infertilità multifattoriale, può essere necessario associare altre terapie andrologiche o riproduttive.
Prevenzione e controlli periodici
Non esiste una vera e propria prevenzione del varicocele, ma la diagnosi precoce è fondamentale.
Ogni uomo, soprattutto in età adolescenziale o in caso di difficoltà di concepimento, dovrebbe effettuare:
- Visita andrologica annuale;
- Ecocolordoppler se indicato;
- Controllo seminale in caso di sospetta infertilità.
Conclusioni
Il varicocele è una condizione frequente ma spesso trascurata, che può influenzare in modo significativo la fertilità maschile.
Una valutazione andrologica tempestiva, accompagnata da esami mirati, consente di identificare i casi in cui è necessario intervenire chirurgicamente per preservare la funzione testicolare e le possibilità di concepimento.




