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17 Settembre 2026L’infertilità maschile non dipende soltanto dal varicocele. Quando una gravidanza tarda ad arrivare, è importante valutare in modo completo la salute riproduttiva dell’uomo, perché le possibili cause possono essere diverse e non sempre immediatamente evidenti.
Il varicocele è certamente una delle condizioni più conosciute, ma rappresenta solo uno dei possibili fattori coinvolti. Alterazioni nella produzione degli spermatozoi, problemi ormonali, infezioni, ostruzioni delle vie seminali, condizioni genetiche e alcuni fattori legati allo stile di vita possono contribuire a ridurre la fertilità.
Per questo motivo, quando una coppia incontra difficoltà nel concepimento, la valutazione dell’uomo dovrebbe essere strutturata e guidata dallo specialista.
Quando si parla di infertilità di coppia?
In genere si parla di infertilità quando una coppia sessualmente attiva non riesce a ottenere una gravidanza dopo circa dodici mesi di rapporti regolari e non protetti.
La valutazione dovrebbe coinvolgere entrambi i partner. Non è corretto concentrare subito l’attenzione soltanto sulla donna o soltanto sull’uomo, perché possono essere presenti fattori maschili, femminili oppure una combinazione di entrambi.
Nell’uomo, il percorso diagnostico parte generalmente dalla raccolta della storia clinica, dalla visita andrologica o urologica e dall’analisi del liquido seminale.
Spermiogramma: il primo esame per l’infertilità maschile
Lo spermiogramma è uno degli esami principali nella valutazione dell’infertilità maschile. Permette di analizzare diverse caratteristiche del liquido seminale, tra cui il volume dell’eiaculato, la concentrazione degli spermatozoi, il loro numero complessivo, la motilità, la morfologia e, quando necessario, la vitalità.
È importante sottolineare che lo spermiogramma non permette, da solo, di stabilire in modo assoluto se un uomo sia fertile o infertile. I parametri seminali possono infatti cambiare nel tempo e possono essere influenzati da febbre, infezioni, stress, farmaci e altri fattori temporanei.
Quando il primo spermiogramma mostra alterazioni, lo specialista può quindi richiedere una seconda valutazione per verificare se il dato viene confermato.
Perché la visita andrologica è importante
Gli esami acquistano significato soprattutto quando vengono interpretati nel contesto della storia clinica del paziente.
Durante la visita, lo specialista può valutare eventuali precedenti gravidanze, interventi chirurgici, infezioni genitali, traumi testicolari, criptorchidismo, patologie croniche, terapie farmacologiche, trattamenti oncologici e utilizzo di testosterone o steroidi anabolizzanti.
Anche alcuni aspetti dello stile di vita possono essere importanti, come il fumo, il consumo di alcol, l’esposizione professionale a sostanze potenzialmente tossiche o a temperature elevate.
L’esame obiettivo consente inoltre di valutare dimensioni e caratteristiche dei testicoli, epididimo, dotti deferenti e l’eventuale presenza di un varicocele clinicamente significativo.
Quando servono gli esami ormonali
Gli esami ormonali non devono necessariamente essere richiesti a tutti gli uomini che stanno cercando una gravidanza.
Diventano particolarmente utili quando lo spermiogramma evidenzia una marcata riduzione del numero degli spermatozoi, quando gli spermatozoi sono completamente assenti oppure quando sono presenti sintomi o segni che fanno sospettare un’alterazione endocrina.
Tra gli ormoni più frequentemente studiati ci sono FSH, LH e testosterone. L’FSH fornisce informazioni importanti sulla funzione testicolare e sulla produzione degli spermatozoi, mentre l’LH partecipa alla regolazione della produzione di testosterone.
Il dosaggio del testosterone può essere particolarmente utile in presenza di riduzione della libido, alterazioni della funzione sessuale o sospetta insufficienza ormonale. In alcuni casi possono essere richiesti anche prolattina ed estradiolo.
Questi valori devono comunque essere interpretati insieme e nel contesto clinico, evitando valutazioni basate su un singolo parametro isolato.
Ecografia testicolare ed EcoColorDoppler
L’ecografia scrotale con EcoColorDoppler può essere utilizzata quando la visita suggerisce la presenza di anomalie a livello dei testicoli o dello scroto.
Questo esame consente di osservare la struttura testicolare, valutare eventuali alterazioni dell’epididimo e studiare la circolazione sanguigna.
È particolarmente conosciuto per la diagnosi e la valutazione del varicocele, ma non deve necessariamente essere eseguito in modo automatico in ogni uomo con problemi di fertilità.
La decisione viene presa dallo specialista in base alla visita, ai risultati dello spermiogramma e alla situazione clinica complessiva.
Esami genetici nell’infertilità maschile
In alcuni uomini con alterazioni importanti della produzione degli spermatozoi può essere necessario approfondire anche l’aspetto genetico.
Questo avviene soprattutto nei casi di azoospermia, cioè assenza di spermatozoi nell’eiaculato, oppure quando il numero degli spermatozoi risulta particolarmente basso.
Il cariotipo permette di studiare numero e struttura dei cromosomi e può individuare alcune anomalie associate all’infertilità.
In situazioni selezionate può essere richiesta anche la ricerca delle microdelezioni del cromosoma Y, che possono interferire con la produzione degli spermatozoi.
L’analisi del gene CFTR può invece essere indicata soprattutto quando si sospetta una forma ostruttiva di infertilità legata all’assenza congenita dei dotti deferenti.
Anche in questo caso non si tratta di esami da effettuare indiscriminatamente, ma di approfondimenti da richiedere quando esiste una precisa indicazione clinica.
Frammentazione del DNA spermatico
Negli ultimi anni viene utilizzato sempre più spesso anche il test di frammentazione del DNA spermatico.
Questo esame valuta l’integrità del materiale genetico contenuto negli spermatozoi e può fornire informazioni aggiuntive in alcune situazioni.
Non rappresenta però un esame di primo livello da eseguire automaticamente in tutti gli uomini.
Può essere preso in considerazione in presenza di infertilità senza una causa evidente, aborti ricorrenti, ripetuti insuccessi di tecniche di procreazione medicalmente assistita oppure in specifiche situazioni cliniche individuate dallo specialista.
Spermiocoltura e ricerca delle infezioni
Le infezioni dell’apparato genitale possono, in alcuni casi, interferire con la qualità del liquido seminale.
Quando sono presenti sintomi, alterazioni dello spermiogramma o elementi che fanno sospettare un processo infettivo, lo specialista può richiedere una spermiocoltura o altri test microbiologici.
Non è invece necessario eseguire automaticamente questo tipo di indagine in ogni uomo che effettua accertamenti per infertilità.
Infertilità maschile e varicocele non sono la stessa cosa
Il varicocele può essere associato a una riduzione della funzione testicolare e, in alcuni uomini, a un peggioramento della qualità del liquido seminale.
Tuttavia, infertilità maschile e varicocele non sono sinonimi.
Un uomo può avere un varicocele senza avere problemi di fertilità e, allo stesso tempo, un uomo infertile può non presentare alcun varicocele.
Le cause possono invece essere ormonali, genetiche, infettive, ostruttive oppure correlate a precedenti patologie, interventi chirurgici, trattamenti medici o esposizioni ambientali.
In alcuni casi, nonostante un percorso diagnostico completo, non è possibile individuare una causa precisa.
Quali esami fare se un figlio non arriva?
Quando una gravidanza non arriva, il percorso diagnostico maschile dovrebbe iniziare dalla visita specialistica e dallo spermiogramma.
In base ai risultati, il medico può decidere se approfondire con esami ormonali, ecografia testicolare, test genetici o altre indagini più specifiche.
Non esiste quindi un unico pacchetto di esami valido per tutti.
Eseguire numerosi test senza una precisa indicazione può generare risultati difficili da interpretare e non necessariamente utili.
Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a un urologo o andrologo con esperienza nella medicina della riproduzione, affrontando contemporaneamente anche la valutazione della partner.
Individuare la possibile causa dell’infertilità maschile permette non soltanto di scegliere il percorso riproduttivo più appropriato, ma anche di riconoscere eventuali condizioni di salute che meritano ulteriori approfondimenti.




